L'affronto più grande che la Lazio possa ricevere è che un calciatore preferisca i rivali della Roma al club biancoceleste. Potrebbe essere ciò che il mercato in entrata sta proponendo, con la querelle legata a Giacomo Raspadori che ha unito in un incredibile destino intrecciato le due squadre, in un derby nel derby. Dopo il no alla società del presidente Lotito, l'ex calciatore del Napoli avrebbe preferito la Roma, con la conclusione dell'affare a un passo. Proprio il massimo dirigente, a margine della presentazione della targa per celebrare i 126 anni della Lazio a Villa Borghese, ha parlato di questa situazione, come sempre, senza peli sulla lingua.
Lazio, il presidente Lotito si esprime sul rifiuto di Giacomo Raspadori
Non le manda a dire Claudio Lotito, presidente della Lazio, che si è espresso a 360 gradi tra mercato in entrata, rifiuti, giocatori, torti arbitrali e la situazione della serie A in questo momento: "Alla Lazio mancano 8-9 punti a causa di decisioni arbitrali palesemente a sfavore. Non siamo gli unici ad essere stati danneggiati ma probabilmente siamo stati quelli che ne risentono di più. È una problematica che va seriamente risolta, non dimentichiamo che siamo pure una società quotata in Borsa e i danni economici derivanti da certe questioni esterne pesano tantissimo”.
"Il rifiuto di Raspadori alla Lazio? Nessun dramma, non è Maradona. Non ha mai giocato titolare, né ora all'Atletico Madrid né alle precedenti squadre, un motivo ci sarà. Vedremo poi se sarà più forte l'attaccante che arriverà qui o lui. Abbiamo venduto Castellanos e Guendouzi perché hanno chiesto di essere ceduti e non perché volessimo mandarli via. Vediamo però il lato positivo, li abbiamo subito rimpiazzati con giocatori altrettanto forti e di prospettiva. Se faremo altri acquisti? Faremo tutto quello che sarà necessario per vincere", conclude.






